Caduti nello stesso giorno

 

Brigata Re - 1.1

Appena sedici giorni dopo l’entrata in guerra si registra il primo caduto, Berri Giovanni di Francesco, appartenente al 1° reggimento fanteria Brigata Re. Classe 1895, cade in combattimento il 9 giugno 1915 sul medio Isonzo.

Tratto dai Riassunti Storici delle Brigate Vol. I°

Brigata Re - 2.1

Brigata Re – 1° e 2° reggimento fanteria
Sede dei reggimenti in pace: 1° Fanteria, Sacile — 2° Fanteria, Udine. Distretti di reclutamento: Arezzo, Barletta, Benevento, Campobasso, Como, Macerata Massa, Napoli, Novara, Pavia, Sacile, Siracusa, Trapani e Udine.
Anno 1915.
All’inizio delle ostilità la brigata trovasi nei pressi di Manzano-Dolegnano (Udine) e fa parte della IIª divisione.
Il 24 maggio occupa, senza incontrare resistenza, le alture di M. Quarin; la sera del 29 reparti del 1° fanteria entrano in Cormons; il 5 giugno l’intera brigata raggiunge la fronte Valerisce-Gradiscutta, da dove si appresta ad investire il Podgora, uno dei più formidabili pilastri della testa di ponte di Gorizia.
Il giorno 9 giugno la brigata Re inizia contro le forti posizioni del Podgora, una lotta accanita e violenta che, intervallata da brevi pause, dura tutto il 1915. I risultati territoriali sono minimi perché il nemico ha rafforzato quelle posizioni, già forti per natura; ma lo stesso avversario riconosce nell’aspra contesa il valore dei fanti della brigata Re.
La lotta che la brigata Re sostiene senza interruzione e con alterna vicenda dal giugno al dicembre 1915, nelle prime 4 battaglie dell’Isonzo, è in modo speciale aspra e violenta per il 1° fanteria il 5 luglio al Grafemberg e a q. 157, per il 2° al Podgora il 19 dello stesso mese. Nella battaglia autunnale entrambi i reggimenti combattono con alterna vicenda al Fortino del Podgora, al Grafemberg, al Peuma, prodigandosi con abnegazione e valore e rendendo sacre quelle zone con l’abbondante contributo di sangue (1626 morti di cui 58 ufficiali, dal 18 ottobre al 5 dicembre).
Sulle alture di Oslavia il III battaglione del 2° fanteria, il 30 novembre, operando con la brigata Pavia, respinge con bravura un poderoso attacco nemico.

Scorrendo poi le date di morte di tutti i militari, si riscontra che alcuni di loro deceduti lo stesso giorno, appartenevano allo stesso reggimento.

19 agosto 1915.
In ordine di data di decesso troviamo Biè Pietro Vincenzo e Maestrone Antonio Giovanni. Quest’ultimo decorato di medaglia di Bronzo al V. M., entrambi dell’89° reggimento fanteria Brigata Salerno, muoiono per ferite riportate in combattimento nel settore del Tolmino il 19 agosto 1915. La conquista della quota 1100 del Monte Mrzli avvenuta il 4 luglio e il suo mantenimento crea lo spunto per un’ulteriore avanzata.

Brigata Salerno 1.1

Viene così ripresa l’azione il 14 agosto contro il Mrzli e la Sella dello Sleme, ma i robusti e profondi reticolati austriaci arrestano ogni tentativo di avanzata.
Si susseguono i tentativi di sfondamento ma l’intenso fuoco nemico, lo spessore ancora intatto dei reticolati e l’impervio terreno non permettono di raggiungere alcun risultato, malgrado la costante tenacia e veemenza dei fanti della “Salerno”. L’ultimo assalto viene ritentato il 28 e il 29 di agosto e dopo l’ennesimo bagno di sangue si sospende perciò l’azione e si procede al rafforzamento delle posizioni ed a lavori di approccio.

E’ appunto durante uno di questi assalti alle postazioni nemiche (quello del 19 agosto) che Biè Pietro e Maestrone Antonio perdono la vita. La motivazione della medaglia di Bronzo al Valore Militare concessa al Maestrone conferma la vera situazione del momento: << Maestroni Antonio, da Gambolò, (Pavia), caporale reggimento fanteria, n° 28407 matricola.
Ordinato l’assalto, si portava animosamente avanti, attraverso il varco aperto nel reticolato, fin sotto la trincea nemica, dove rimaneva per circa un’ora sotto il fuoco intenso dell’avversario, controbattendolo con calma e precisione, finché cadde colpito a morte. – Monte Mrzlivrh, 19 agosto 1915. >>.
Nella motivazione viene riportato il cognome Maestroni al posto di Maestrone, e il numero errato di matricola (28407), il numero corretto corrisponde a 29407.

brigata pistoia - 2

2 novembre 1915
Tre sono i caduti gambolesi in questo giorno, terza battaglia dell’Isonzo. Magnani Carlo (36° reggimento fanteria Brigata Pistoia), e, Bono Giuseppe con il compagno Noè Innocente, entrambi del 74° reggimento fanteria Brigata Lombardia, tutti morti nei pressi di Monte Calvario e Oslavia.

brigata lombardia - 2

2 luglio 1916
Volpino Domenico e Zorzoli Francesco entrambi soldati dell’89° reggimento fanteria Brigata Salerno, cadono in combattimento sull’Altopiano di Asiago.

La brigata ha perduto, dal 15 al 28 maggio, 127 ufficiali e 4213 militari di truppa, compreso un forte numero di dispersi.
Il 16 giugno i reggimenti sono nuovamente in prima linea nel tratto Busa del Termine – Col del Rosso e nei giorni 18 – 19 – 20 svolgono alcuni attacchi contro le linee nemiche dello Stenfle, che vengono raggiunte; ma ogni ulteriore tentativo d’avanzata, per quanto energico, è arrestato dal vivo fuoco d’artiglieria, che cagiona ai reparti sensibili perdite: l’azione quindi si limita, nei giorni successivi, ai procedimenti di attacco metodico e al rafforzamento delle posizioni.
Dal 30 giugno al 2 luglio i battaglioni della brigata, benché esausti dalle lunghe e dure lotte sostenute, in condizioni difficilissime per il terreno e la forte reazione nemica, tentano ripetuti attacchi contro le linee di M. Interrotto, senza risultato positivo e con perdite rilevanti.
Dopo un breve periodo di riposo e un nuovo turno di trincea sulla fronte Granari di Zingarella – M. Colombara – q. 1727, la brigata il 7 agosto inizia il movimento per trasferirsi sulla fronte isontina ed il 26 agosto si schiera nel settore di Doberdò.

12 febbraio 1917
Magenta Biasina Battista e Marinone Giacinto soldati del 206° reggimento fanteria Brigata Lambro, cadono entrambi sul Monte San Marco.

16 maggio 1917

Altri due soldati della Brigata Lambro cadono lo stesso giorno Baini Luigi e Nai Francesco, quest’ultimo muore sul campo di battaglia, mentre Baini muore all’ospedaletto da campo n. 121 da 50 letti situato a Gorizia. Il diario della brigata riporta:

brigata lambro 1-2

Anno 1917
La brigata è in linea: il 206° ha sostituito i reggimenti 224° e 227° sulla fronte Casa Diruta – Casa Rossa – q.100 – q. 95. Il 205° è in riserva a Gorizia. A capo di otto giorni i reggimenti si sostituiscono nelle rispettive posizioni e per il 19 gennaio la “Lambro”, rilevata dalla “Taranto”, è inviata a riposo a Subida. Il 7 febbraio ritorna a Gorizia schierando in linea il 206°. Nei giorni 9 e 10, un violento attacco nemico induce le compagnie 5ª e 7ª del 206° all’abbandono di un tratto di trincea, rispettivamente nel saliente di Casa Due Pini ed a q. 102; la tenace resistenza durata fino al 14 e opposta dalle dette compagnie e da elementi del 205° chiamati in linea, consente soltanto di arrestare l’avanzata del nemico e di infliggergli gravi perdite. Casa Due Pini è ripresa fin dal giorno 11 da due plotoni arditi del 205°. Le nostre perdite ammontano a 9 ufficiali e 350 gregari.
Sostituita in linea dal 28 febbraio al 3 marzo, la “Lambro” si porta ancora a Subida, ove inizia un nuovo periodo di istruzione e di allenamento. Il 4 maggio è richiamata in linea: lo stesso giorno sono inviati a Gorizia i battaglioni I e III del 206° ed il II/205°, che il 5 sono schierati nelle consuete posizioni.
Il 6 raggiungono Gorizia gli altri battaglioni della brigata. Dopo una conveniente preparazione di artiglieria la “Lambro”, rinforzata da un battaglione della “Tanaro”, partecipa ad un’azione offensiva col compito di occupare il Monte S. Marco fra la strada di Aisovizza e quella di Ovcia – Draga sulla sinistra dell’Iscur, tentando altresì di spingersi verso est fino alla testata dell’Iscur stesso.
Per l’assolvimento di tale compito il 205° deve inizialmente occupare la linea che da q. 227 scende a q. 85 ed a Cave sud, poi puntare contro i caposaldi delle quote 204 e 222 ed infine mirare all’occupazione di Kemperlisce; il 206° deve conquistare il tratto di costone comprendente Casa Diruta – q. 171 – q. 200 per cercarvi un fianco fortificato fronte a nord e ad est, da servire come base per la progressiva conquista della zona collinosa S. Marco – Stara Gora – Paskonisce, di cui è incaricata la 48ª divisione.
Il giorno 14 maggio, cessata la preparazione di artiglieria, il III/206° si lancia contro le quote 200 nord e sud, mentre il II/206° raggiunge Case Due Pini, Dosso del Palo, q. 171. Intanto i battaglioni I e III del 205° raggiungono, rispettivamente, q. 200 nord e le case di q. 100. Nei giorni 15 e 16 essi si rafforzano sulle posizioni conquistate e respingono ripetuti contrattacchi. Alla sera del 16 e 17 i battaglioni della “Lambro”, meno il II/205° che rimane in linea, sono inviati a Villanova di M. Fortin per riordinarsi. Le perdite della brigata, che col suo contegno è stata all’altezza del suo passato, sono di 38 ufficiali e 1618 militari di truppa.
Dopo tale operazione la “Lambro” passa alla temporanea dipendenza della 11a divisione e si sposta, il 20, nella zona fra Cormons, Capriva, Moraro e Pradis. Negli ultimi giorni di maggio è in linea nelle consuete posizioni del S. Marco, ritornando alla 48a divisione.

Brigata Pallanza - 1

24 maggio 1917
Camera Giovanni Battista del 250° reggimento fanteria Brigata Pallanza e Zarzoli (Zorzoli) Pietro caporale del 1° reggimento genio cadono il primo sul Carso il secondo sul Medio Isonzo.

brigata cuneo - 1

4 luglio 1917
Ancora due gambolesi muoiono lo stesso giorno Carnevale Miino Paolo soldato 8° reggimento fanteria Brigata Cuneo per infortunio per fatto di guerra e Cervio Ernesto Egidio del 77° reggimento fanteria Brigata Toscana, sul Carso per ferite riportate in combattimento.

brigata toscana

15 giugno 1918
Cadono sul campo in due distinte operazioni sul Monte Grappa:

Cervio Valentino Soldato 92° reggimento fanteria Brigata Basilicata:
Il 14 giugno, in previsione dell’offensiva nemica, essa schiera il 91° lungo la linea marginale del Grappa nel tratto: Strada del Grappa – Capitello – q. 1139 (M. Oro) Osteria del Pianoro ed il 92° in Val Pertuso.
Il 15 il nemico, dopo violento tiro di artiglieria, riesce ad occupare una parte della linea di resistenza del Grappa e a conquistare con asprissima lotta il tratto: Col Moschin – Col Fenilon – Col Fagheron.
Accorrono allora i rincalzi (un battaglione del 91°, due del 92° ed il IX reparto d’assalto) che arginano l’offensiva nemica e riprendono il Fenilon. Nelle prime ore del 17 il I/92° e reparti del IX reparto d’assalto con slancio ed ardimento attaccano le trincee di Col Moschin e le riconquistano catturando 250 prigionieri e molto materiale bellico.

brigata basilicata - 1

Zampini Antonio caporale 252° reggimento fanteria Brigata Massa Carrara:
Il 15 giugno, sferratasi l’offensiva nemica, il 251° è posto alla dipendenza della brigata Cremona, mentre il 252°, che ha già il III battaglione alla testata del Grappa ed il II sulla linea avanzata del settore orientale, ha il compito di rioccupare la q. 1581 caduta in mano del nemico.
All’alba del giorno 16 il compito è assolto e la quota è in nostro possesso. Il risultato favorevole consiglia la rioccupazione della vecchia linea Cà Tasson – Malga Valpore di Fondo, contro la quale opera il II/252° tentando ripetute volte di raggiungerla ma, ostacolato da intensa reazione, non può che realizzare scarsi vantaggi, riuscendo peraltro a catturare prigionieri.

3 ottobre 1918

Acquaotta Giovanni e Rosselli Alessandro muoiono in francia in due distinte operazioni:

brigata napoli

Acquaotta Giovanni soldato 76° reggimento fanteria Brigata Napoli:
Il 22 settembre rientra in prima linea nel settore Limé (Aisne) tra Cys-la-Commune e St. Mard. Sviluppatasi la controffensiva alleata, ed occupata Chavonne dalle truppe italiane, nella notte sul 29 settembre, il 76° fanteria passa a nord dell’Aisne, impegnandosi col nemico, che resiste tenacemente sulla linea la Cour – Soupir – Ferme ed il villaggio di Soupir: a sera è raggiunto Soupir ed il margine occidentale del vasto parco omonimo. Nei giorni successivi continua, per opera dei nostri reparti, la forte pressione sul nemico che occupa saldamente le posizioni ad ovest del canale Oise – Aisne, e la brigata, con successivi sanguinosi combattimenti, riesce ad occupare ed a sorpassare il villaggio di Soupir ed il Bois des Gouttes d’or. Il 10 ottobre è finalmente forzata la linea del canale Oise – Aisne: la brigata con slancio si impadronisce di Moussy – Chivy – Verneuil e l’11 raggiunge Chemin des Dames occupandone il ciglio nord. Proseguendo senza tregua l’avanzata, il 14 raggiunge la linea Sissonne – Pagneux, ove deve però arrestarsi di fronte alle linee difensive nemiche della Hunding Stellung. A Sissonne i battaglioni si alternano in prima linea effettuando numerose ricognizioni offensive e preparandosi alla successiva avanzata. Il 5 novembre il nemico è costretto ad un nuovo indietreggiamento, la forte linea nemica viene superata, e dopo aver forzata la Serre e quindi l’Aube, i nostri reparti incalzano il nemico che si ritira abbandonando armi e munizioni.
Il giorno 11 novembre, alla cessazione delle ostilità, le nostre avanguardie trovansi alla Mosa fra Fumay e Revin e la brigata nei pressi di Maubert – Fontaine.

Rosselli Alessandro caporale maggiore 19° reggimento fanteria Brigata Brescia:

brigata brescia 1

L’avanzata tedesca non può essere arrestata: i fanti della Brescia cercano in tutti i modi di contenerla, strenuamente resistendo e fieramente combattendo, ma alla fine, premuti da ogni parte, sono costretti a ripiegare.
Gli scarsi resti della brigata, nel pomeriggio di questa sanguinosa giornata, sono riuniti tra Champillon e Bellevue e quindi vengono inviati nella zona di St-Ouen per riordinarsi. Quivi la Brescia rimane fino al 13 agosto, indi si trasferisce, dopo essersi ricostituita, nel settore di Futeau (Argonne) ove resta in seconda linea fino al 7 settembre. Successivamente raggiunge per ferrovia la zona a sud della Marna nei pressi di Chäteau – Thierry e il 16 entra in linea nel settore di Fismes a sud dell’Aisne, per passare poi, il 21 dello stesso mese, in quello di Vauxtin. La normale attività della brigata non viene turbata da alcun avvenimento, finchè anch’essa non è chiamata a prendere parte alla controffensiva alleata, già in pieno sviluppo. Il 10 ottobre due battaglioni del 19° e uno del 20°, con rinnovato gagliardo spirito aggressivo si lanciano all’attacco, passano a nord dell’Aisne e, vinta la viva resistenza del nemico, riescono con rapido sbalzo a porre saldo piede sullo Chemin des Dames, catturando numerosi prigionieri.
Il giorno 12 le infaticabili truppe del II Corpo Italiano ricevono ordine di forzare l’Ailette: nella stessa giornata il fiume è oltrepassato; all’indomani i reparti più avanzati della Brescia raggiungono la ferrovia Laon-Reims ed il giorno 14, insieme ad altre unità della 3a divisione, occupano la città di Sissonne.

6° reggimento genio 1

29 settembre 1919
Tassi Antonio di Pietro Soldato 6° reggimento genio, morto in Albania per malattia. E’ ufficialmente l’ultimo gambolese deceduto per motivi di guerra fra i nominativi riportati sulla lapide. Senza dubbio altri morirono per i postumi delle ferite o malattie riportate o contratte durante il servizio militare, ma che per il passare del tempo non sono stati inseriti nell’elenco ufficiale dei caduti.

26 aprile 1920

Inciso nell’elenco sulla lapide, seppur non rientrante fra i caduti per fatto d’armi in guerra, il carabiniere Baldi Antonio decorato di Medaglia d’Argento.
Questi durante un normale servizio di perlustrazione a Novi Ligure, veniva attinto da quattro colpi di rivoltella il giorno 24 aprile 1920. Nonostante gravemente colpito continuava la lotta col malfattore e con l’aiuto di un collega lo assicurava alla giustizia. Purtroppo morirà due giorni dopo il suo ferimento.