Guala Ernesto

Guala Ernesto

Guala Ernesto

GUALA ERNESTO

GUALA ERNESTO, di Giuseppe e di Margherita Dalmasso, nacque a Brà di Cuneo il 5 settembre 1861 e morì in combattimento sul San Michele il 3 novembre 1915.

Studiò a Brà ed a Torino, dove conseguì la licenza liceale. Attratto dalla vita militare entrò, nel dicembre 1881, alla Scuola Militare di Modena e due anni dopo ne uscì sotto tenente di fanteria, assegnato al l° reggimento. Alla fine del 1884, fu trasferito all’83° reggimento Venezia e con la 3a compagnia partì volontario per l’Eritrea, nel 1887, con la spedizione di San Marzano. Rimpatriato dopo due anni e rientrato al suo antico reggimento, fu aiutante maggiore in seconda fino al dicembre del 1894. Con la promozione a capitano, nel 1897, passò al 13° fanteria e poi al 12°, di cui fu aiutante maggiore in prima. Destinato al 41° reggimento fanteria nel 1910 con la promozione a maggiore, vi rimase anche col grado di tenente colonnello, conseguito nel 1914. Assunto il comando del III battaglione, alla dichiarazione di guerra all’Austria, dalla zona di radunata nel territorio di Cividale, ove si trovava col reggimento, passò il confine. Pochi giorni dopo, il 31 maggio, riportò una ferita gravissima nei combattimenti sul Mrzli e pei quali ottenne una medaglia d’argento al v. m. Ricoverato prima in ospedaletto da campo a Caporetto ed in seguito all’ospedale militare di Cuneo, alla fine di agosto, non ancora guarito e mentre era in licenza di convalescenza, ebbe la notizia della promozione a colonnello. Senza indugi volle raggiungere il reggimento cui era stato destinato: il 112° fanteria della brigata Piacenza, in linea sulle pendici del M. San Michele.

Iniziata la terza battaglia dell’Isonzo, il 21 ottobre, alla testa del suo reggimento, si gettò all’assalto espugnando le posizioni oltre la cima 4 del S. Michele e rafforzandovisi. Travolto e gravemente contuso dalle macerie di un trinceramento colpito in pieno da granata nemica, non volle abbandonare il suo posto e continuò a dirigere l’azione del reggimento nei successivi giorni di lotta. Il pomeriggio del 3 novembre, portatosi nelle trincee di primissima linea per esaminare il terreno e le posizioni nemiche, cadeva colpito al cuore da pallottola di fucile. Alla memoria del valoroso comandante venne conferita, con moto proprio sovrano dell’8 dicembre 1915, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Dal 22 al 29 ottobre, benché gravemente contuso al dorso, al petto, alle gambe, col sostegno di un bastone e di un’ordinanza, raggiungeva la prima linea, incitando con le parole e con l’esempio ad avanzare. Il 3 novembre per animare e sferrare all’assalto le proprie truppe, già duramente provate nei precedenti numerosi attacchi, si portava sulla prima linea e al grido: Sempre avanti! le lanciava all’azione cadendo ucciso, colpito al cuore, mentre indicava al rincalzo la cima agognata e spronava tutti a coronare con un ultimo sforzo l’opera gloriosa di tanti giorni di lotta. San Michele, 22, 29 ottobre – 3 novembre 1915.