Degol Giuseppe

Degol Giuseppe

Degol Giuseppe

DEGOL GIUSEPPE

DEGOL GIUSEPPE, di Pietro e di Brigida Tomaselli, nacque a Strigno di Trento il 29 agosto 1882 e morì in combattimento a Corna Calda il 14 novembre 1915.

Nato da famiglia di agricoltori, dopo aver prestato servizio di leva nel 1o reggimento Cacciatori dell’esercito austro-ungarico dal 1903 al 1905, emigrò in Australia dove si dedicò al commercio di oreficeria formandosi una florida posizione economica. Allo scoppio della guerra europea nell’agosto 1914 non esitò ad abbandonare interessi e famiglia e venne in Italia. Fervente interventista, alla dichiarazione di guerra contro l’Austria, nel maggio 1915, si arruolò volontario, col proprio nome, nel battaglione Verona del 6° reggimento alpini e con la 56a       compagnia combatté nella zona dell’Altissimo segnalandosi in audaci imprese di ricognizione. Al termine di un corso per allievi ufficiali venne, nel settembre, nominato aspirante e ritornato al battaglione Verona ebbe il comando della sezione mitragliatrici. Assunto volontariamente il compito di portarsi oltre la linea delle vedette su quota 757 di Corna Calda, per conoscere la consistenza di un posto avanzato nemico a quota 664 ed eventualmente occuparlo, nella notte del 13 novembre mosse da Coni Zugna con una pattuglia di quindici uomini. Raggiunta carponi Corna Calda e superati i reticolati, fu avvistato dal nemico che .iniziò un nutrito fuoco di fucileria. Senza esitare, lanciatosi per primo all’assalto, e colpito al petto da una fucilata tiratagli da pochi passi, nonostante la gravità della ferita, continuò a combattere fino a quando conquistata la quota contesa, sentendosi mancare, raccomandò ai suoi alpini di far sapere alla famiglia che moriva contento di aver servito l’Italia. Alla sua memoria venne conferita, con r. d. 31 maggio 1923, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Trentino di nascita, di classe anziana, ma ancora vincolato al servizio militare nell’esercito austriaco, lasciava in Australia, dove aveva stabilito i propri interessi, la moglie e i figli colà residenti, per venire a combattere, volontario, l’ultima guerra d’indipendenza. Si distinse per audaci imprese di ricognizione, condotte sempre a termine con felice risultato, nelle quali catturò diverse pattuglie avversarie. Comandante di una grossa pattuglia scelta, si slanciava alla testa dei suoi uomini all’attacco di un nucleo di nemici in forte posizione. Colpito mortalmente al petto, continuò ad incitare i suoi uomini a perseverare nell’azione, e col suo esempio eroico e con la sua parola, seppe infondere in essi tanto slancio ed ardire, che essi, sebbene di gran lunga inferiori di numero, in un nuovo e più furioso assalto, riuscirono a sloggiare il nemico ed a volgerlo in fuga. Esausto, esalava l’ultimo respiro al grido di “Viva l’Italia!” – Corna Calda (Albaredo- Trentino), 14 novembre 1915.

A titolo d’onore gli venne conferito il grado di sottotenente dopo la morte.