Cigersa Luigi

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Cigersa Luigi

CIGERSA LUIGI

CIGERSA LUIGI, di Giovanni Battista e di Maddalena Arpino, nacque ad Alessandria il 28 febbraio 1866 e morì in combattimento sull’Altipiano di Asiago il 9 giugno 1916.

Conseguita a 17 anni la licenza liceale, si arruolò volontario nel l0o reggimento artiglieria da campagna. Promosso sergente nel 1887 e trasferito nel reggimento artiglieria a cavallo, fu istruttore di equitazione per qualche anno alla Scuola di applicazione di Artiglieria e Genio. Nominato sottotenente nel 1892, fu assegnato al 19° artiglieria da campagna. Nel 1896 fu destinato alle truppe coloniali e partecipò per alcuni mesi alle operazioni in Eritrea. Rientrato in Italia, tornò al 19° da campagna e poco dopo fu promosso tenente. Con la promozione a capitano, nel 1909, prestò successivamente servizio nei reggimenti da campagna 4° e 30o e con quest’ultimo, costituito nel 1914, partì per la zona di operazioni, il 24 maggio 1915.

Passato al 39° artiglieria poco dopo, il 31 agosto dello stesso anno fu ferito a Bosco Cappuccio, sul Carso, e fu decorato di medaglia d’argento al v. m. Con la promozione a maggiore, conseguita un mese dopo, fu trasferito al I Gruppo del 45° artiglieria da campagna di nuova formazione col quale combatté ancora sul Carso e, dal maggio 1916, sull’Altipiano di Asiago durante l’offensiva austriaca nel Trentino. Con . il gruppo schierato su Monte Mosciagh, quasi sulla stessa linea delle fanterie, diede prova, nelle giornate del 25 e 26 maggio 1916, di grande ardimento e di valore dirigendo imperterrito il tiro a brevissima distanza sul nemico incalzante. Ricevuto l’ordine di ripiegare, con calma ammirevole provvide allo spostamento delle batterie. Raggiunte le postazioni prestabilite sulle pendici del Costalunga continuò, per altri 14 giorni, l’eroica resistenza ottenendo dai serventi superstiti delle sue batterie ulteriori prove di ardimento che valsero col fuoco preciso dei pezzi ad arrestare l’avanzata austriaca. La sera del 9 giugno, mentre allo scoperto dirigeva il fuoco delle batterie, una granata nemica troncò la sua nobile vita. Alla memoria del valoroso ufficiale venne conferita, con r. d. del 2 giugno 1921, la medaglia d’oro al v. m.

Dice la motivazione:

Comandante di un gruppo di tre batterie in posizione avanzata sul Monte Mosciagh, sostenne, per un intero giorno, una lotta alle più brevi distanze col nemico. Ordinatogli, per due volte, di ritirarsi, rispose chiedendo munizioni, e soltanto al terzo ordine si ritirò ordinatamente, con le proprie batterie, abbandonando per ultimo le posizioni (Monte Mosciagh- Asiago, 25 -26 maggio 1916). Cadeva, poi, colpito a morte da una granata mentre, sopra una nuova posizione, opponeva efficace, ostinata resistenza al nemico incalzante. Fulgido esempio di eroismo e del più alto sentimento del dovere.