Cangialosi Giuseppe

Cangialosi Giuseppe

Cangialosi Giuseppe

CANGIALOSI GIUSEPPE

CANGIALOSI GIUSEPPE, di Giuseppe e di Rosa Jannello, nacque a Palermo il 15 agosto 1895 e morì in combattimento sul Monte Veliki Hriback il 12 ottobre 1916.

Frequentava il terzo anno di Agrimensura nell’Istituto tecnico di Palermo allorché il 24 maggio 1915 venne dichiarata la guerra contro l’Austria. Chiamato alle armi per mobilitazione il l° giugno 1915 con la terza categoria della sua classe, fu arruolato nel l0° reggimento bersaglieri. Un mese dopo venne nominato sottotenente di complemento e destinato ad un reparto della milizia territoriale dell’86° reggimento fanteria. Il suo giovanile entusiasmo e l’ardente amore di Patria lo resero insofferente della vita di guarnigione, e dopo reiterate domande ottenne nell’aprile 1916 il trasferimento al 206° reggimento della brigata Lambro mobilitato e che, in zona di operazioni, era schierato allora sull’Isonzo, nel settore di Gorizia. Ferito al capo da fucilata durante i combattimenti della sesta battaglia dell’Isonzo che portarono all’occupazione della città, appena convalescente, ritornò in linea nella stessa zona del fronte, assegnato al 77° reggimento della valorosa brigata Toscana. Al comando di un plotone della 5a compagnia del II battaglione, durante l’ottava battaglia dell’Isonzo si segnalò nelle giornate dell’11e del12 ottobre 1916 nell’attacco alle formidabili posizioni del Veliki Hriback. Espugnata la prima linea nemica sulle pendici del monte dopo lotta violentissima, sostenne con gravi perdite di uomini un contrattacco austriaco, condotto in forze. Nel momento critico della battaglia, invitato oltraggiosamente ad arrendersi, uscì dal riparo, si gettò sul nemico con impeto, e trascinando coll’esempio i suoi soldati in un combattimento disperato, infranse la morsa di fuoco che minacciava di serrare il reparto. Il giovane eroe, colpito in fronte da una fucilata, cadde sulla trincea tenacemente difesa, contribuendo col suo sacrificio a galvanizzare lo spirito dei superstiti ed a far mantenere saldamente la trincea raggiunta. Dopo la morte fu promosso tenente con anzianità 11 maggio 1916.

Dice la motivazione della medaglia d’oro al v. m. concessagli alla memoria con d. l. del 3 l dicembre 1916:

Durante due giorni di cruento combattimento in prima linea, ogni suo atto fu atto di valore. Avendo il nemico, che stringeva il suo reparto in un morsa di fuoco, invitato le truppe scosse alla resa, usciva dal riparo, e, agitando una bandierina tricolore in faccia agli stessi avversari, scaricava baldanzoso la sua rivoltella, e ad ogni nemico che cadeva sotto i suoi colpi gridava: Così si arrendono i soldati d’Italia!. Colpito mortalmente alla fronte, bagnava col proprio sangue il terreno conteso, infondendo nei soldati, col sacrificio della sua vita, il vigore necessario a mantenere definitivamente la posizione. Veliki- Hriback, 12 ottobre 1916.