Amadio Giovanni

Amadio Giovanni

Amadio Giovanni

AMADIO GIOVANNI

AMADIO GIOVANNI, di Achille e di Diana D’Amario, nacque a Controguerra di Teramo il 15 ottobre 1890 e morì in combattimento a Pod Koriti il 19 agosto 1917.

Frequentò i corsi nell’Istituto tecnico di Ascoli Piceno e conseguì nel 1910 il diploma di ragioniere. Dopo aver prestato servizio militare di leva, ottenne la patente di segretario comunale e nel 1912 fu, per concorso, nominato segretario comunale a Chiaramonti, in provincia di Sassari. Richiamato alle armi per mobilitazione il 15 maggio 1915 nel l7° reggimento fanteria della brigata Acqui, alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio, varcò il confine e passato l’Isonzo sul ponte militare nei pressi di Pieris, raggiunse Turriaco. Partecipò alle operazioni per la conquista del margine dell’Altipiano Carsico e promosso caporale, al comando di una squadra combatté a Monte Sei Busi e nel valloncello di Selz. Nel maggio 1916, fu col reggimento sull’Altipiano di Asiago per arginare l’offensiva austriaca nel Trentino e partecipò ai combattimenti contro Monte Rasta e Monte Interrotto. Ammesso nel giugno 1916 a frequentare un corso per allievi ufficiali presso la Scuola Militare di Modena, fu promosso aspirante nell’ottobre e assegnato ancora al suo reggimento col quale un mese dopo si trasferì dal Trentino nel settore del basso Isonzo, verso Monfalcone. Promosso sottotenente in dicembre, assunse il comando di un plotone arditi ·alla testa del quale, nei combattimenti per la conquista del saliente di Hudi Log, nel maggio 1917, meritò una medaglia di bronzo al valore. Pochi mesi dopo, il 18 agosto, durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo, al comando di una sezione pistole mitragliatrici del II battaglione, cadde eroicamente a quota 244 di Pod Koriti, sul Carso, dopo essere riuscito, con slancio e tenacia ammirevoli, ad aprire un varco nei reticolati nemici sotto un violento fuoco di sbarramento ed a trascinare con l’esempio i suoi uomini alla conquista della importantissima posizione. In quel fatto d’arme venne anche ferito uno dei suoi tre fratelli, tutti dello stesso reggimento. Alla memoria del valoroso ufficiale venne conferita, con r. d. l O agosto 1923, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione: .

Comandante di una sezione mitragliatrici, uscì per primo dalla trincea all’attacco delle posizioni avversarie, dimostrando slancio e coraggio ammirevoli, sotto il violento fuoco di sbarramento e tra le raffiche di fucileria e mitragliatrici nemiche. Giunto con i suoi uomini sotto i reticolati avversari e trovatili pressoché intatti, benché fatto segno a preciso tiro, noncurante del pericolo, si accinse per ben tre volte ad aprirvi un varco. Riuscitovi, dopo grandi sforzi, mentre si slanciava all’assalto, trascinando con l’esempio i pochi uomini rimastigli, venne mortalmente ferito. Morì poco dopo, contento di aver visto i suoi soldati penetrare nella linea avversaria, ed esclamando: La vittoria è nostra! Avanti sempre! Viva l’Italia!. – Pod Koriti, 19 agosto 1917.