Serra Fedele

 

Serra Fedele di Giovanni

Capitano di complemento 49° reggimento fanteria, nato il 17 ottobre 1884 a Tromello, distretto militare di Pavia, morto il 29 agosto 1916 sul Monte Cauriol per ferite riportate in combattimento.

parma

Brigata Parma

(49° e 50° Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace: Torino.

Distretti di reclutamento: Catanzaro, Lodi, Lucca, Palermo, Savona, Varese

Anno 1916.

Nel febbraio il comando della brigata e il 50°, trasferitisi nel settore Boite-M. Cristallo; entrano in linea nel tratto Tofana Seconda- Boite, e tengono le posizioni, senza notevoli avvenimenti, fino al giugno.

Nell’imminenza di nuovi combattimenti, anche il 49° viene avvicinato alla zona ove opera il resto della brigata; si schiera il 16 maggio con due battaglioni a S. Vito di Cadore e successivamente in Val Ansiei, fra Misurina e S. Marco, quale riserva del Corpo d’Armata.

Gli attacchi hanno principio il 7 giugno a cavaliere della strada d’Alemagna, contro la fronte Croda dell’Ancona-Punta Forame. Nei giorni dal 7 al 10 il 50°, con alcuni suoi reparti, raggiunge i reticolati di Val Rufreddo e nelle due giornate successive, 11 e 12, aiutato da un battaglione del 49°, riesce ad occupare alcuni tratti di trincea nemica; ma le impervie Dolomiti, presidiate da un nemico agguerrito ed abile nello sfruttare le risorse della montagna oppongono un baluardo insuperabile al valore dei nostri fanti; i combattimenti languono; interrotti il 13, sono ripresi vigorosamente, ma senza il premio di concreti risultati, fra il 15 e il 22.

A testimoniare il valore della brigata Parma in questi combattimenti, valgano le cifre delle sue perdite: dall’11 al 22 giugno sono 909 uomini fuori combattimento fra cui 34 ufficiali.

Il 24 giugno il 49° si trasferisce a Fiera di Primiero e passa a far parte di una speciale unità tattica, denominata «Nucleo Ferrari» e destinata ad agire nell’alta Val Cismon.

Il 21 luglio al reggimento è affidato il compito di conquistare il Passo di Rolle e il M. Cavallazza. Lo slancio e l’ardimento delle truppe portano il 49° alla rapida conquista di tutto il massiccio della Cavallazza; 233 prigionieri e abbondante materiale di guerra catturati coronano il successo.

Di là il 49° scende al passo di Rolle e si unisce a reparti della I7ª divisione che avevano operato sulla destra. Circa un mese dopo, i combattimenti nelle Alpi di Fassa vengono ripresi; il 49°, sempre col «Nucleo Ferrari», punta sulla posizione di Cima Forcella Maggiore; il terreno è molto aspro, così come il fuoco e la resistenza del nemico assai vivi, ed il reggimento, nonostante il valore, la tenacia e i sacrifizi spiegati, giunge solo ad intaccare le prime difese della posizione, che in complesso, resiste. Il 26 si interrompe il combattimento e il 49° si sposta nel settore di Cima Busa Alta. Il 13 e fino al-21, la lotta è ancor ripresa nelle Alpi di Fassa; le cime più alte non cadono, ma diverse posizioni avanzate sono occupate stabilmente dai nostri.

Frattanto nel settore Boite-Cristallo il 50°, rimasto nella Val Rufreddo, non riposa; ripetuti attacchi sono sferrati contro la Punta Forame: più intensi il 29 agosto, essi si chiudono il 3 settembre, portando in complesso alla stabile conquista di una notevole parte del «Trincerone» austriaco.

Ai primi di ottobre due battaglioni del 5°° sono trasferiti in Val Grande e a Passo Tre Croci, quali riserva.

Il 21 novembre il comando della brigata passa dal settore Boite-Cristallo a Caoria, in Val Vanoi, dove assume il comando della brigata mista 23°-49° fanteria.

Più tardi, in dicembre, il 50° lascia il fronte di Val Rufreddo ed inizia i movimenti per riunirsi alla brigata, che viene in tal modo ricostituita; il secondo anno di guerra si chiude per essa senza altri notevoli avvenimenti.

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Corriere di Vigevano n. 40 del 1° ottobre 1916

All’ultimo momento ci giunse notizia della gloriosa morte alla fronte del concittadino

Avv. Fedele Serra

capitano del ….. fanteria

Aveva 32 anni: studiò nel Collegio Saporiti: si laureò a Roma in giurisprudenza, malgrado che in quei tempi le condizioni economiche sue e della famiglia fossero ristrette. Era iscritto nell’Albo dei Procuratori di Milano ed era funzionario apprezzato della nota Società Anonima Infortuni di Milano.

Il capitano Avv. Fedele Serra si trovava alla fronte fino dai primi di maggio 1915 e cadde valorosamente il 29 agosto u.s. alla testa della sua compagnia sul Monte Cauriol.

L’avv. Serra, oltreché un buon cittadino, fu, a giudizio dei suoi commilitoni, un prode e leale soldato.

Ai fratelli giunga di conforto l’espressione del nostro cordoglio.

Necrologio:

sul Monte Cauriol, il 29 agosto 1916, cadeva colpito alla fronte

l’Avv. Fedele Serra capitano nel … fanteria.

I fratelli Vittorio, Francesco, Rosina, Filippo, Fabrizio e gli altri congiunti hanno il dolore di annunziare la gloriosa ed eroica morte di lui.

L’ufficio funebre sarà celebrato il 2 ottobre p.v. alle ore 10 nella chiesa di San Gregorio.

Non si mandano partecipazioni personali.

Milano, Via Trotter, 2. 27-9-1916

Corriere di Vigevano n. 41 dell’8 ottobre 1916

Nell’ultimo numero abbiamo dato un breve cenno biografico sulla vita e sull’opera del concittadino Avv. Fedele Serra capitano del … fanteria gloriosamente caduto sul Cauriol. Ora siamo lieti di poter pubblicare due lettere le quali dimostrano in quale alta considerazione era tenuto il valoroso capitano.

Il Comandante del reggimento così si esprimeva:

Torino, 22 settembre 1916

49° reggimento fanteria

Comando Deposito

Gentilissima Signorina,

Dell’eroica morte del Capitano Fedele Serra fu data a suo tempo comunicazione ufficiale all’indirizzo che questo Comando possedeva – Via Trotter, 2 – Milano.

L’ufficio competente sta espletando le pratiche amministrative prescritte, per consegnarLe gli oggetti appartenenti al suo defunto fratello, e che sono qui gelosamente custoditi.

Con animo profondamente commosso, Le rinnovo le vive condoglianze mie e degli Ufficiali dipendenti per l’amarissima perdita.

Il Capitano Serra, caduto alla testa della sua compagnia, resterà sacro alla memoria del reggimento, ed alla venerazione del Paese, e il nobilissimo sacrificio che Egli fece della sua vita generosa, sarà coronato dal palpito riconoscente di tutto un Popolo, che sosterrà nella sua luminosa via dell’avvenire, davanti a queste tombe, che ardono come are di purissima gloria.

Mi abbia Egregia Signorina, con devoto e rispettoso animo, suo

Tenente Colonnello

Comandante del Deposito

Niri Clito

E gli Ufficiali che con il Capitano Avv. Fedele Serra si trovavano alla fronte.

Zona di guerra 10 – 9 – 1916

Egregio Sig. Serra,

Solo oggi siamo scesi giù dalle cime di questi monti tanto contrastati e solo ora nonostante il nostro persistente pensiero, possiamo mandarLe la parola del nostro più profondo cordoglio.

La comune, dolorosissima perdita ha lasciato intorno a noi un vuoto, una tristezza infinita.

I soldati del capitano hanno perduto un padre, noi non solo un superiore buono ed intelligente, ma anche un amico, un fratello.

Il rimpianto di tutti ha seguito la sua salma fino al cimitero di Caoria. Là i suoi soldati hanno voluto costruire un modesto sepolcro, erigere una croce, che portasse il suo nome glorioso.

E stamane quell’umile tomba era coperta di fiori, spontanea e pura espressione di tutto il nostro affetto.

I lunghi mesi di guerra trascorsi in una vita intima e comune avevano affratellato le nostre anime, avevano dato a noi modo di conoscere tutti i pregi, tutta la nobiltà di quel cuore.

Uomo di intelligenza e bontà, aveva un concetto alto del proprio dovere, innanzi al quale nessun sacrificio lo poteva far indietreggiare. Soldato di salda disciplina, teneva avvinta a sé non solo la volontà dei dipendenti, ma anche i cuori.

Primo nei disagi, primo nelle fatiche, primo nei pericoli, volle esser primo a suggellare col suo sangue la vittoria!

E’ caduto da eroe, colpito alla fronte, vicino a noi, chiudendo così col più nobile dei sacrifici una vita tutta dedicata alla Patria. E’ caduto, ma Egli vive ancora in noi, vive negli affetti vivrà eterno nelle nostre memorie. Il suo esempio ci conforterà nei momenti difficili e ci spingerà sempre a fare il nostro dovere.

Voglia dunque accettare a nome nostro, a nome di tutti i soldati della compagnia, le più sentite condoglianze.

Il rimpianto di tutti è un inno di gloria alla memoria di Fedele Serra!

Firmato: tenente Domenico Vivarelli – sottotenente Prati Alfonso – sottotenente Gennari Mario – Aspirante Baccante Ercole.

E la nostra città irradiata da così pura luce di gloria, s’inchina reverente e depone commossa con materno amore sulla zolla del figlio perduto, tributo sincero di gratitudine e di cordoglio, segnando il nome di Fedele Serra nelle più belle pagine della storia d’Italia.