Rampi Oreste

 

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Rampi Oreste di Giuseppe

Decorato di medaglia d’Argento e due di Bronzo al Valore Militare

Capitano in servizio attivo 92° reggimento fanteria, nato il 18 marzo 1889 a Cilavegna, distretto militare di Pavia, morto il 3 settembre 1916 a Croda dell’Ancona per ferite riportate in combattimento.

 

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Motivazione della concessione della prima Medaglia di Bronzo al Valore Militare.

Rampi Oreste, da Cilavegna (Pavia), sottotenente.

Per la calma ed il sangue freddo dimostrati in combattimento. – Sidi Bilal, 20 settembre 1912

Motivazione della concessione della seconda Medaglia di Bronzo al Valore Militare.

Rampi Oreste, da Cilavegna (Pavia), tenente reggimento fanteria.

Trovandosi al comando del reggimento nei momenti più difficili e pericolosi, fu d’esempio a tutti per coraggio, sangue freddo e fermezza, esponendo senza riguardo la propria persona ai colpi a tradimento di franchi tiratori nemici per mantenere le relazioni fra il comando e le truppe combattenti, facilitando così, con l’opera propria, l’azione del comando stesso. – Son Pauses, 17 giugno 1915.

Motivazione della concessione della Medaglia d’Argento al Valore Militare.

Rampi Oreste da Cilavegna (Pavia), capitano reggimento fanteria.

Portava con entusiasmo, all’assalto la compagnia sotto il fuoco incrociato di diverse mitragliatrici, meritandosi l’elogio scritto dal comandante di divisione. Con personale esempio ed ardire, concorreva efficacemente all’assalto di forti posizioni trascinando e spingendo nella sua avanzata i superstiti dei reparti che precedevano, sferzati dal fuoco nemico. Croda dell’Ancona, 10 – 12 giugno 1916.

Note biografiche:

Figlio di Giuseppe, maresciallo d’alloggio a riposo dei R.R. Carabinieri, frequenta il ginnasio nel Collegio Salesiano di Sampierdarena a Genova, poi frequenta il Liceo B. Cairoli di Vigevano conseguendone la licenza a 19 anni.

Un anno dopo la morte del padre si iscrive nel 1908 all’Accademia Militare di Modena, uscendone nel 1910 con il grado di sottotenente, viene assegnato al 24° reggimento fanteria di stanza a Novara.

Allo scoppio della guerra Italo – Turca (1911 – 1913) viene inviato in Tripolitania e nella battaglia di Sidi Bilal si guadagna la prima medaglia di Bronzo al Valore Militare.

Nell’ottobre 1913, promosso tenente, passa al 23° reggimento fanteria dove ricopre anche il ruolo di aiutante maggiore del suo comandante di battaglione. Sbarca coi primi contingenti di truppe italiane a Valbona in Albania, partecipa attivamente ai combattimenti per la presa di Son Pauses, guadagnandosi la seconda medaglia di Bronzo al Valore Militare.

Alla testa dei suoi soldati, durante uno dei tanti assalti ad una postazione nemica, rivelatosi poi vano, viene ferito alla gamba destra rimanendo poi bloccato in una posizione di stallo sotto i reticolati austriaci per oltre 15 ore, questo per non sacrificare le vite dei suoi soldati che a tutti i costi volevano recuperarlo per metterlo al riparo dall’intenso fuoco nemico.

Una volta tratto in salvo, dopo le prime cure viene trasferito all’ospedale militare di Novara, riabilitatosi trascorre una lunga convalescenza a Cilavegna suo paese natale fino alla nomina a capitano.

Riparte per il fronte con l’incarico di comandante la 2ª compagnia del 92° reggimento fanteria brigata Basilicata, passa l’inverno in trincea fra intensi disagi e nel giugno 1916 per il suo indomito comportamento dimostrato durante la battaglia di Croda dell’Ancona, che gli valse gli elogi dei suoi superiori, riceve sul campo la medaglia d’Argento al Valore Militare.

Il 3 settembre 1916 una granata austriaca colpisce in pieno la trincea in cui si trovava procurandogli la morte immediata. Viene sepolto nel cimitero di Cortina d’Ampezzo nella tomba del Generale Cantore, nel 1935 i resti vengono esumati e traslati nel nuovo Sacrario dei Caduti di Pocol ed inumati nella cella n° 3804.

Il Sacrario Militare di Pocol è situato a 1.535 m. di quota, nei pressi della rotabile che porta da Cortina al Passo Falzarego, a poca distanza dal Belvedere di M. Crepa, balcone naturale verso la conca di Cortina d’Ampezzo (Belluno).

L’opera monumentale, costruita nel 1935 su progetto dell’ingegnere Giovanni Raimondi, è costituita da una grandiosa torre quadrata alta 48 metri, con un basamento a due ripiani che racchiude il vero e proprio Sacrario, in cui sono raccolti i resti di caduti italiani, noti e ignoti, provenienti dai vari cimiteri di guerra del Cadore e dell’Ampezzano.

Al suo interno si trovano 9.707 caduti italiani (di cui 4.455 ignoti) e 37 austro-ungarici, tutti originariamente sepolti nei vari cimiteri sorti nel periodo del conflitto.

Riassunto del diario di Guerra della Brigata Basilicata

Brigata Basilicata

(91° e 92° Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace: Torino.

Distretti di reclutamento: Catanzaro, Lodi, Lucca, Palermo. Savona, Varese.

Anno I916

Il 26 febbraio la «Basilicata» si trasferisce sul massiccio di M. Cristallo (Col Stombi-Tre Croci-Val Grande) ove i reparti si alternano nel servizio di trincea, senza avvenimenti notevoli fino ai primi di maggio.

Il 9 maggio il 91° fanteria si sposta nelle trincee di Col Rosà (Tofane) ed il 92° in Val Grande (pendici sud della Croda dell’Ancona).

L’attacco contro le posizioni antistanti al 92° ha inizio il 6 giugno; le truppe riescono a portarsi fino al primo ordine di reticolati ove sono arrestate da un intenso fuoco di artiglieria e mitragliatrici; si fermano sulle posizioni raggiunte e nei giorni successivi le rafforzano. La lotta prosegue fino al 22 giugno per tentare di aprire varchi nei robusti reticolati, ma ogni sforzo s’infrange contro l’accanita resistenza austriaca che costa alla brigata numerose perdite.

Sospese le operazioni, i riparti sino alla fine dell’anno si alternano nel presidio delle ridotte di prima linea, senza altri avvenimenti di speciale importanza.

Riepilogo delle perdite:

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Araldo Lomellino n° 31 del 30 luglio 1915

Cilavegna.

Oreste Rampi. — Questo giovane egregio noto pure nella nostra città, dove frequentò con onore il liceo, e fu socio del Silvio Pellico, ha dato altre prove di eroismo nelle terre irredente.

Egli combatté valorosamente nella guerra Libica, ed è Aiutante Maggiore nel suo reggimento. Ecco parte dell’ordine del giorno comunicato alle truppe in Novara, dove il Rampi era di stanza:

«Sono fiero di portare a conoscenza del …. reggimento fanteria, che durante le operazioni dei giorni …. la lª compagnia del …. reggimento, che con il …. alpini costituiva la colonna mista operante al comando del maggiore Zoppi, si comportò con esemplare valore e dimostrò encomiabile resistenza fisica e morale.

Cito a speciale onore il suo comandante tenente Oreste Rampi, ferito, e i sottotenenti Chiapusso e Borghini, nonché il soldato Baldari Cosimo il quale, offertosi di portare un ordine urgente del tenente, compiva la sua missione nottetempo, attraverso difficile terreno alpestre e sotto la pioggia insistente.

Onore al prode, ed auguri di pronta guarigione.

 

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Araldo Lomellino n. 38 del 15 settembre 1916

 

Morti in Guerra – Medaglia d’argento

Cilavegna.

Rampi Oreste da Cilavegna, capitano reggimento fanteria. Portava con entusiasmo all’assalto la compagnia sotto il fuoco incrociato di diverse mitragliatrici, meritandosi l’elogio scritto dal comandante di divisione. Con personale esempio ed ardire, concorreva efficacemente all’assalto di forti posizioni, trascinando e spingendo nella sua avanzata i superstiti dei reparti che precedevano, sferzati dal fuoco nemico. — Croda dell’Ancona 10-12 Giugno 1910.

Il Capitano Rampi è caduto combattendo da eroe nella scorsa settimana. La notizia riempì di dolore il paese che è ancora sotto la melanconica impressione della morte del Tenente Pisani.

Il Capitano Rampi aveva meritato già tre medaglie, di cui una in Libia.

A Vigevano il Rampi ha frequentato il Liceo e conta molti amici ed ammiratori. La sua carriera di ufficiale effettivo fu rapida e gloriosa. Professò sempre principi cristiani e conservò grande affetto per i Salesiani che lo educarono e per molti Sacerdoti con cui si conservò sempre in ottime relazioni.

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