Pietra Francesco Luigi

 

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Pietra Francesco di Edoardo

Decorato di medaglia d’Argento al Valore Militare

Tenente di complemento 49° reggimento fanteria, nato il 29 marzo 1893 a Besate, distretto militare di Milano, disperso il 12 giugno 1916 sull’Altopiano di Asiago in combattimento.

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Motivazione della medaglia:

Pietra Francesco, da Besate (Milano), tenente complemento reggimento fanteria.

Desideroso di sacrificare la vita alla Patria, sollecitava l’onore di comandare il plotone di testa di una colonna attaccante. Entrava, pel primo, in una trincea nemica e, ferito a morte, incorava i soldati al grido di << Viva l’Italia >>. Croda d’Ancona, 12 giugno 1916.

 

Lapide del Comune di Besate

Lapide del Comune di Besate

Riassunto del diario di Guerra della Brigata Parma

(49° e 50° Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace: Torino.

Distretti di reclutamento: Catanzaro, Lodi, Lucca, Palermo, Savona, Varese

Anno 1916.

Nel febbraio il comando della brigata e il 50°, trasferitisi nel settore Boite-M. Cristallo entrano in linea nel tratto Tofana Seconda- Boite, e tengono le posizioni, senza notevoli avvenimenti, fino al giugno.

Nell’imminenza di nuovi combattimenti, anche il 49° viene avvicinato alla zona ove opera il resto della brigata; si schiera il 16 maggio con due battaglioni a S. Vito di Cadore e successivamente in Val Ansiei, fra Misurina e S. Marco, quale riserva del Corpo d’Armata.

Gli attacchi hanno principio il 7 giugno a cavaliere della strada d’Alemagna, contro la fronte Croda dell’Ancona-Punta Forame. Nei giorni dal 7 al 10 il 50°, con alcuni suoi reparti, raggiunge i reticolati di Val Rufreddo e nelle due giornate successive, 11 e 12, aiutato da un battaglione del 49°, riesce ad occupare alcuni tratti di trincea nemica; ma le impervie Dolomiti, presidiate da un nemico agguerrito ed abile nello sfruttare le risorse della montagna, oppongono un baluardo insuperabile al valore dei nostri fanti; i combattimenti languono; interrotti il 13, sono ripresi vigorosamente, ma senza il premio di concreti risultati, fra il 15 e il 22.

A testimoniare il valore della brigata Parma in questi combattimenti, valgano le cifre delle sue perdite: dall’11 al 22 giugno sono 909 uomini fuori combattimento fra cui 34 ufficiali.

Il 24 giugno il 49° si trasferisce a Fiera di Primiero e passa a far parte di una speciale unità tattica, denominata «Nucleo Ferrari» e destinata ad agire nell’alta Val Cismon.

Il 21 luglio al reggimento è affidato il compito di conquistare il Passo di Rolle e il M. Cavallazza. Lo slancio e l’ardimento delle truppe portano il 49° alla rapida conquista di tutto il massiccio della Cavallazza; 233 prigionieri e abbondante materiale di guerra catturati coronano il successo.

Di là il 49° scende al passo di Rolle e si unisce a reparti della I7ª divisione che avevano operato sulla destra. Circa un mese dopo, i combattimenti nelle Alpi di Fassa vengono ripresi; il 49°, sempre col «Nucleo Ferrari», punta sulla posizione di Cima Forcella Maggiore; il terreno è molto aspro, così come il fuoco e la resistenza del nemico assai vivi, ed il reggimento, nonostante il valore, la tenacia e i sacrifizi spiegati, giunge solo ad intaccare le prime difese della posizione, che in complesso, resiste. Il 26 si interrompe il combattimento, e il 49° si sposta nel settore di Cima Busa Alta. Il 13 e fino al 21, la lotta è ancor ripresa nelle Alpi di Fassa; le cime più alte non cadono, ma diverse posizioni avanzate sono occupate stabilmente dai nostri.

Frattanto nel settore Boite-Cristallo il 50°, rimasto nella Val Rufreddo, non riposa; ripetuti attacchi sono sferrati contro la Punta Forame: più intensi il 29 agosto, essi si chiudono il 3 settembre, portando in complesso alla stabile conquista di una notevole parte del «Trincerone» austriaco.

Ai primi di ottobre due battaglioni del 5°° sono trasferiti in Val Grande e a Passo Tre Croci, quali riserva.

Il 21 novembre il comando della brigata passa dal settore Boite-Cristallo a Caoria, in Val Vanoi, dove assume il comando della brigata mista 23°-49° fanteria.

Più tardi, in dicembre, il 50° lascia il fronte di Val Rufreddo ed inizia i movimenti per riunirsi alla brigata, che viene in tal modo ricostituita; il secondo anno di guerra si chiude per essa senza altri notevoli avvenimenti.

Monumento ai Caduti nel Cimitero di Besate

Monumento ai Caduti nel Cimitero di Besate

 

Monumento ai Caduti nel Cimitero di Besate

Monumento ai Caduti nel Cimitero di Besate