Oppizio Mario

 

Oppizio Mario di Vincenzo

Tenente di Milizia Territoriale 58° reggimento fanteria, nato il 9 marzo 1890 a Sondrio, distretto militare di Sondrio, morto il 25 agosto 1917 a Hoje sull’Altopiano di Bainsizza per ferite riportate in combattimento.

Riassunto del diario di Guerra della Brigata Abruzzi

(57° e 58° Reggimento Fanteria)

Sede dei reggimenti in pace: 57° e 58° Fanteria: Padova.

Distretti di reclutamento: Benevento, Casale, Caserta, Chieti, Cosenza, Forlì, Messina, Modena, Napoli, Siracusa, Vercelli.

Anno 1917

Sino ad aprile la brigata rimane nelle trincee ad est di Gorizia.

Iniziate le operazioni per la conquista del M. Santo e del S. Gabriele (10a battaglia dell’Isonzo, 12 maggio-8 giugno), la brigata vi concorre, attaccando le difese di q.126 (sud di Grazigna). Il 14 maggio, il 58° fanteria riesce ad occupare la q. 126, ma un violento tiro di repressione ed un contrattacco condotto con forze notevoli costringono i suoi reparti a ripiegare; altri tentativi, effettuati nei giorni successivi dal 57° per rioccupare la posizione, non hanno esito felice.

Il 24 giugno la brigata, che ha subito perdite rilevanti (oltre 2600 uomini, dei quali 65 ufficiali) viene sostituita ed inviata a Valerisce per riordinarsi.

In agosto la troviamo nell’alto Isonzo; il giorno 14 prende parte ad una rivista passata dal Presidente della Repubblica francese, durante la quale le Bandiere dei reggimenti vengono dal Presidente stesso decorate della Croce di guerra francese con palma.

Il 15 agosto la brigata trovasi dislocata ai Molini cu Klinach (Valle Judrio) alla dipendenza della 22a divisione. All’inizio della 11a battaglia dell’Isonzo (17 agosto – 12 settembre), passa, per Doblar, sulla sinistra del fiume, muovendo all’attacco contro il Na Gradu ed il Veli Vrh.

Il 57° fanteria, superate successive resistenze, occupa il Na Gradu e muove quindi verso il Veli Vrh, ma non riesce a superare i reticolati rimasti intatti; fino al 24 il reggimento rinnova invano gli attacchi; Il 58°, che lo sostituisce, riesce con alcuni reparti (III battaglione) ad aprire qualche varco nei reticolati ed a proseguire verso q.733, attraverso un terreno difficile ed insidioso, ma davanti alla posizione di Hoje, accolto da nutrito fuoco, è costretto ad arrestarsi.

Il 25 agosto l’attacco è ripreso col concorso di due battaglioni del 57° ed i reparti, dopo lotta ostinata, riescono a progredire sino ad ovest di Hoje, resistendo con fermezza contro i ritorni offensivi del nemico.

Il 26 e 27 agosto si tenta di raggiungere le posizioni di Vetrnik, ma i reparti, ormai esausti per la fatica e per le perdite (oltre 1200 uomini, dei quali 60 ufficiali), non vi riescono.

Nella notte del 27 la brigata, sostituita in linea, si sposta in Val Doblar.

Per le prove di valore, fermezza ed ardimento date dalle truppe durante le azioni di Oslavia (agosto 1916), Gorizia (febbraio — maggio 1917) e sull’altipiano della Bainsizza; la Bandiera del 58° reggimento venne decorata della medaglia d’argento al valor militare.

Il 27 settembre la brigata trovasi schierata nel settore nord del Veliki (S. Gabriele) alla dipendenza della 66a divisione; il 1° ottobre reparti del I/57° con rapida azione conquistano alcuni trinceramenti nemici.

In seguito agli avvenimenti sulla fronte della 2a Armata, il 26 ottobre è iniziato il ripiegamento sulla destra dell’Isonzo: il passaggio, protetto da retroguardie, si svolge senza incidenti, ed il 29 la brigata marcia in direzione di Codroipo: il movimento si compie penosamente sotto l’incalzare del nemico.

Passato il Tagliamento al ponte di Madrisio, la brigata si riunisce nei pressi di Portogruaro, giungendo il 3 novembre a S. Donà di Piave ed il 5 a Camposampiero, ove attende al suo riordinamento.

Il 5 dicembre entra in linea nelle trincee di Col della Berretta e Col Caprile, alla dipendenza della 51a divisione; nei giorni 11, 12 e 13 il nemico attacca con violenza le posizioni, ove i fanti della “Abruzzi” resistono con tenacia e contrattaccando a più riprese gli assalitori; ma alla fine, sotto la pressione poderosa, i reparti cedono ed abbandonano il Col della Berretta, dopo aver perduto circa 2200 uomini, dei quali 70 ufficiali, fra morti, feriti e prigionieri.

Il 14 la brigata viene sostituita ed inviata nella zona fra Bassano e Romano Alto, donde il 17 si trasferisce ad Onè, per riordinarsi, passando alla dipendenza della 17a divisione.