Malabarba Pietro

 

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Malabarba Pietro

Malabarba Pietro di Giovanni e di Zorzolo Maria – Professione Medico Chirurgo.

Decorato di medaglia d’Argento al Valor Militare

Capitano medico di complemento 78° reggimento fanteria, matricola 8625, nato il 26 novembre 1880 a Mortara, distretto militare di Pavia, morto il 9 agosto 1916 sul Medio Isonzo per ferite riportate in combattimento.

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Motivazione della Medaglia d’Argento al Valor Militare:

Malabarba Pietro, da Pavia, capitano medico reggimento fanteria. – Sprezzante di ogni pericolo, instancabile, organizzava il servizio sanitario durante l’assalto, e spintosi all’estrema linea, in zona battuta violentemente dalle artiglierie nemiche e da proiettili esplosivi di fucileria, per l’impianto di un posto di medicazione, mentre curava un ferito, cadeva colpito a morte da una granata. – Monte Sabotino. San Mauro, 6 – 7 agosto 1916.

Luogo del decesso nei pressi della forcella di San Mauro (Šmaver, mt 507), la salma è stata rimpatriata e sepolta nel cimitero di Mortara il 2 marzo 1924 e collocato nella sezione di ponente al colombaro n. 460.

Dal diario della Brigata Toscana

77° e 78° reggimento fanteria Brigata Toscana

Sede dei reggimenti in pace: 77° fanteria Brescia – 78° fanteria Bergamo

Distretti di reclutamento: Arezzo, Baria, Ivrea, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Treviso

Anno 1916

Sino al marzo la brigata rimane nelle Giudicarie esplicando attività di pattuglie. Trasferitasi quindi alla fronte del medio Isonzo alla dipendenza della 4ª divisione il 31 marzo entra in linea nel settore del Sabotino, ove continua alacremente i lavori per la preparazione del terreno in vista di un prossimo attacco, pur mantenendo, mediante piccole azioni, un contegno aggressivo. Il 20 maggio passa alla dipendenza della 45ª divisione, che occupa il settore del Sabotino.

Nella notte sul 5 agosto, alla vigilia della battaglia di Gorizia (6-17 agosto) essa è schierata, col 78° e due battaglioni tratti dal 57° e dal 115° (colonna Badoglio) sull’alto Sabotino e col 77° e due battaglioni della brigata Trapani (149° e 150° – colonna Gagliani) sul basso Sabotino. Al mattino del 6 agosto, dopo una preparazione di artiglieria, le due colonne con un attacco irruento, conquistano completamente il Sabotino catturandovi tutti i reparti nemici e giungendo ad affermarsi la sera sul Costone S. Valentino S. Mauro. Il giorno successivo l’avversario contrattacca violentemente per riconquistare le posizioni perdute; la lotta con alterna vicenda si svolge accanita tutto il giorno, ma in fine il nemico, stremato, ripiega definitivamente lasciando oltre 700 prigionieri. Nei giorni 13 e 14 la brigata, che ha subito forti perdite (circa 1400 uomini dei quali 55 ufficiali), viene sostituita ed inviata a Cà delle Vallade per riordinarsi.

Le bandiere dei reggimenti furono per il valore dimostrato nella presa del Sabotino, fregiate della medaglia d’argento al valore militare.

Dopo aver compiuto, nel settembre, un breve turno di trincea nel settore del Pod Sabotino, la brigata, si trasferisce, il 27 settembre, sul Nad Logem; ivi partecipa, dal 9 al 12 ottobre, insieme alla brigata Trapani ed alla prima brigata bersaglieri, all’attacco del Veliki-Hribach e del Pecinka, attacco che frutta la conquista della q. 363 sulle pendici occidentali del Veliki.

Dopo breve riposo, dal 20 al 30 ottobre nei pressi di Gradisca, la brigata Toscana ritorna sul Veliki. Il 1° novembre, con un impetuoso attacco, ne conquista la cima; il giorno 2, mentre procede all’attacco del Fajti, un poderoso contrattacco austriaco tenta la riconquista del Veliki; ma i fanti della “Toscana” con brillante manovra, circondano i reparti nemici catturandoli e, proseguendo quindi nell’avanzata vittoriosa, conquistano il Fajti. Circa 1500 prigionieri sono rimasti nelle mani dei due reggimenti della “Toscana” fra i quali il comandante della 55ª brigata austroungarica con tutto il suo stato maggiore. Il mattino del 3 un poderoso bombardamento si abbatte sulle posizioni del Fajti, arrecando sensibili perdite, ma i reparti della brigata rimangono serenamente al loro posto, respingendo i reiterati tentativi di avanzata delle fanterie nemiche.

L’ 11 la “Toscana”, che nell’8ª e 9ª battaglia dell’Isonzo ha avuto sensibilissime perdite, viene inviata a riposo nei dintorni di Palmanova.

Atto di morte Malabarba Pietro - Archivio Storico Città di Mortara

Atto di morte Malabarba Pietro – Archivio Storico Città di Mortara

Trascrizione atto di morte del capitano medico Malabarba Pietro

N° 32 – Malabarba cav. Pietro

L’anno mille novecento sedici addì diciasette di novembre a ore undici nella casa comunale.

Io Delconte dottor Pietro Segretario delegato dal Sindaco con atto due gennaio mille novecento nove, approvato, Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Mortara, avendo oggi ricevuto dal Ministero della Guerra, Direzione Generale Leva e Truppa, Divisione Matricole, Sezione prima, copia d’atto di morte, ho per intero ed esattamente trascritta la copia medesima che è del tenore seguente:

Ministero della Guerra, Direzione Generale Leva e Truppa. Divisione Matricole, Sezione prima.

Estratto dell’atto di morte del capitano medico Malabarba cav Pietro.

Il sottoscritto Direttore Capo della Divisione Matricole dichiara che nel registro degli atti di morte, in tempo di guerra, del settantottesimo reggimento fanteria a pagina cento settanta ed al numero cento novantatre d’ordine, trovasi inscritto quanto segue:

L’anno mille novecento sedici ad alli nove del mese di agosto nei pressi di San Mauro, mancava ai vivi alle ore sei antimeridiane in età di anni trentacinque il capitano medico Malabarba cav. Pietro dello Stato Maggiore del settantottesimo fanteria, nativo di Mortara, provincia di Pavia, figlio di Giov. Battista e di fu Zorzolo Maria, ammogliato con Peressini Gemma, morto in seguito a ferite multiple per scoppio di granata per fatto di guerra, come consta dall’attestazione delle persone a piè del presente sottoscritte.

Firmato – Bonanno – firmato Masenotti

L’ufficiale di Amministrazione incaricato della tenuta del registro firmato – Marinoni Antonio.

Roma, lì quattro ottobre mille novecento sedici.

Il Direttore Capo della Direzione. Firma illeggibile